Ci sono cose che di lei sanno tutti, e che non ha mai scritto nessuno. Quindici secondi per capire che cos’è il giornale della festa.
Cartolerie e tipografie possono raccogliere gli ordini con il nostro modulo, senza alcuna attrezzatura particolare.
Quattro pagine su un foglio unico piegato: prima pagina, intervista, cronaca e ultima. Formato A3 oppure A4, secondo come lo si vuole tenere in mano.
Dal racconto raccolto in negozio nascono gli articoli, uno per uno. Nessun testo automatico e nessun modello con il nome sostituito: se una cosa non si può dire di quella persona, non finisce sul giornale.

La consegna della copia stampata, nel momento in cui qualcuno sostiene che è soltanto il fumo delle candeline.
Il regalo più difficile non è quello costoso: è quello che dimostra di aver fatto attenzione. Un giornale dedicato funziona esattamente per questo motivo. Chi lo riceve riconosce le proprie frasi, le proprie manie, quell’episodio del trasloco che in famiglia si racconta da vent’anni.
Il lavoro comincia da un racconto raccolto in negozio: com’è fatta la persona, che cosa ripete sempre, quali episodi fanno ancora ridere chi c’era. Da quel racconto nascono i pezzi, uno per uno.
Il titolo d’apertura in caratteri cubitali. L’intervista esclusiva, firmata da una giornalista che non esiste. L’oroscopo dell’anno diviso per lavoro, denaro, salute e viaggi. Le previsioni del tempo, con rovesci di parenti nel pomeriggio. I piccoli annunci, dove si cerca un volontario per soffiare le candeline.
Il risultato arriva pronto per la stampa, insieme a un indirizzo dedicato dove le fotografie di una vita diventano una proiezione da mandare in sala durante la serata. Sulla stessa pagina, gli invitati lasciano un pensiero e caricano gli scatti fatti a tavola.
Non serve che il festeggiato sappia alcunché: dal principio alla consegna si parla soltanto con chi organizza. Il giorno della festa arriva la copia stampata, e in genere è il momento in cui la sala smette di parlare.
In negozio si risponde a qualche domanda: com’è fatta, che cosa ripete sempre, due episodi che fanno ancora ridere.
Da quel racconto nascono gli articoli, scritti uno alla volta e mai ricavati da un modello già pronto.
La bozza torna in negozio. Si corregge quello che non va, si aggiunge quello che manca, poi si approva.
Il file pronto per la stampa, l’indirizzo della pagina e la proiezione anche su chiavetta. In tempo per la festa.
C’era un mobile, in casa, e dentro c’erano gli album. Si tiravano fuori quando veniva qualcuno, e ogni fotografia aveva una storia che qualcuno raccontava a voce. Le fotografie erano poche, scelte, e proprio per questo si guardavano.
Oggi di una festa restano quattrocento scatti divisi fra dodici telefoni, un gruppo di messaggi che dopo un mese nessuno riapre e qualche fotografia che si è persa insieme al telefono su cui stava. Non è questione di nostalgia: è che i ricordi si disperdono, e chi li disperde non se ne accorge subito.
La pagina dedicata alla festa serve anche a questo. Gli invitati caricano lì le fotografie fatte a tavola, dal telefono, senza installare niente; chi non è potuto venire le ritrova nello stesso posto, e partecipa lo stesso, da lontano. Alla fine tutto quello che è successo quella sera sta in un unico indirizzo, e chi ha organizzato decide che cosa tenere.
Per chi lo desidera il sito non si chiude più: da pagina della festa diventa l’album digitale dei ricordi, che si riapre agli anniversari e si riempie ancora, con la comodità di adesso e l’abitudine di una volta.
Le persone sono inventate; le pagine sono fatte esattamente come quelle che riceve un cliente.
Quarantadue invitati, una torta che non reggeva le candeline e una signora che sostiene di non essersi commossa.
Centodieci e lode contro ogni previsione della nonna, con il listino delle sessioni saltate.
La busta è chiusa da tre settimane. Si apre sabato alle sei, davanti a tutti.
Una prima pagina intera, con titolo cubitale, intervista esclusiva, oroscopo, previsioni del tempo e piccoli annunci. Le sue fotografie in bianco e nero al centro della pagina.
Un indirizzo tutto suo, per esempio carla60.sorpres.one, dove le fotografie di una vita scorrono con musica e didascalie. Si porta anche su chiavetta, per quando la rete del ristorante non collabora.
Sulla stessa pagina gli ospiti lasciano un pensiero e caricano le fotografie della serata. Il giorno dopo è tutto raccolto in un luogo solo, invece che sparso in sei conversazioni.
Compleanni importanti · Lauree · Pensionamenti · Anniversari · Matrimoni · Battesimi · Promozioni · Feste aziendali · Addii al celibato e al nubilato · Saluti a un collega
Al centro del giornale c’è una pagina intera con una sua fotografia e la didascalia che le rende giustizia. Si ritaglia e si appende dove si preferisce.
Il festeggiato non deve saperne niente fino alla consegna. Dal primo racconto alla stampa si parla soltanto con chi ha avuto l’idea: è l’unica regola che chiediamo di rispettare.
Il giornale è pronto in media in 10 giorni lavorativi. Nei periodi di picco e secondo il pacchetto scelto può servire qualche giorno in più: i tempi esatti li comunica il negozio al momento dell’ordine. Più materiale si consegna subito, prima si chiude la lavorazione.
La bozza si legge prima di stampare. Un articolo si riscrive, una fotografia si cambia, una battuta si toglie. Si stampa soltanto quando va bene davvero.
Soltanto chi possiede il collegamento. Le pagine non compaiono sui motori di ricerca e, se si preferisce, l’accesso si protegge con una parola d’ordine da consegnare agli invitati.
Si sceglie fra i brani in licenza, adatti anche alla proiezione davanti a molte persone. Le canzoni famose non si possono pubblicare su una pagina web: è questione di diritti, non di gusto.
Di chi le consegna. Chi ordina dichiara di poterle utilizzare, anche per le altre persone che vi compaiono. A lavoro finito si scarica ogni cosa e si può chiedere la cancellazione.
Il materiale pubblicato resta consultabile due mesi, compresi nel servizio. Trascorso il termine si consegna ogni cosa — giornale, video e fotografie degli invitati — e si cancella tutto dai nostri sistemi. Chi desidera conservare la pagina può acquistare una presenza annuale, rinnovabile di anno in anno.
Il titolo d’apertura. In caratteri cubitali, come si conviene a una notizia di quel peso. Sotto, l’occhiello e il catenaccio riassumono una vita intera con la faccia seria di un quotidiano.
Il sondaggio. Le percentuali che contano davvero: quanto ha sempre ragione, quante volte si siede a tavola, se dimostra l’età. I risultati sono sempre schiaccianti.
L’intervista esclusiva. Firmata da una giornalista che non esiste, condotta nell’unica sala stampa che la festeggiata riconosce come ufficiale: la cucina.
Le previsioni del tempo. Cielo sereno con odore di soffritto dalle undici, rovesci di nipoti a intensità crescente nel pomeriggio, forte accumulo di torta in serata.
L’oroscopo dell’anno. Lavoro, denaro, salute, amore e fortuna. Fra i numeri consigliati c’è sempre l’età appena compiuta.
I piccoli annunci. Cercasi volontario per soffiare le candeline: richiesta ottima capacità polmonare e nessun problema di schiena.
Le frasi storiche. Quelle che ripete da trent’anni, raccolte e annotate con il rigore di un dizionario: ogni voce con la sua glossa.
Il quiz. Sette domande per stabilire chi la conosce davvero. Da quattro risposte esatte in su si è ufficialmente di famiglia.
Le lettere alla redazione. Figli, nipoti, vicine di casa e qualche ex collega: l’ultima pagina è dove tutti dicono la loro, e per una volta per iscritto.
Il poster centrale. Una pagina intera con una sua fotografia, che si stacca lungo il bordo e si appende dove si preferisce.
Non serve preparare niente. Si entra in cartoleria e si risponde a qualche domanda, quelle che in famiglia sanno già tutti: quanti anni compie, che cosa ripete sempre, un paio di episodi che si raccontano ancora.
Le risposte migliori sono le più piccole. Non basta dire «è una brava persona», che non si può stampare. Serve piuttosto «tiene il servizio buono nell’armadio dal 1979, in attesa di un’occasione che non arriva mai». Quello sì, diventa un pezzo.
Chi organizza porta anche qualche fotografia: una recente, una di quando era giovane e una in cui fa la faccia che tutti conoscono. Servono per la prima pagina e per il poster centrale.
Da lì in avanti non c’è più niente da fare. La bozza torna in negozio, si corregge quello che non va e si aggiunge quello che manca. Dieci giorni lavorativi dopo il giornale è pronto per la stampa.
Le informazioni che servono per scrivere un giornale davvero divertente si raccolgono parlando, non riempiendo un carrello. Per questo il servizio si prenota nei negozi aderenti, che pongono le domande giuste e seguono la consegna fino al giorno della festa.
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