Pagina dimostrativa. Giulia Sartori non esiste: i messaggi scritti qui restano soltanto sul tuo schermo.
L’apertura con i due nomi in ballo, l’intervista ai futuri genitori, il bollettino delle voglie, il totoscommesse su peso e data, i consigli non richiesti raccolti in sei mesi e le previsioni sulle prime notti.
L’intervista. «Ce l’hanno scritto in una busta e ce l’hanno consegnata chiusa. Ce la siamo passata per tre settimane senza aprirla: è il litigio più educato della nostra storia.»
Totoscommesse. La nonna materna dice femmina e non accetta discussioni. Lo zio dice maschio perché «si vede dalla pancia», criterio scientifico mai verificato.
Cronaca. Il papà ha comprato due fiocchi, uno rosa e uno azzurro, e li tiene nascosti in due cassetti diversi. Sostiene che si chiama organizzazione.
Le fotografie scorrono con musica e didascalie. Si manda in sala la sera della festa e resta su questa pagina anche dopo.






Ognuno lascia la propria scommessa prima di sabato. Alle sei del pomeriggio si apre la busta e si scopre chi aveva ragione: chi sbaglia porta il dolce al battesimo.
Nella dimostrazione i voti restano soltanto sul tuo schermo.
Io dico femmina e ho già preparato due cassetti di corredo. Se sbaglio li tingo, non è un problema.

Noi abbiamo scommesso maschio, ma solo perché volevamo essere in disaccordo con tua madre almeno una volta.
Ho letto due libri sul sonno dei neonati. Ho capito che dormiremo poco e che i libri non serviranno comunque a niente.

Qualunque cosa esca da quella busta, la tua scrivania ti aspetta. Senza fretta, però: la macchinetta del caffè si è rotta di nuovo.